Oristano

Cosa Vedere

La città di Oristano è ricca di monumenti, tra cui la Cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata nel 1200 e rimaneggiata in chiave barocca nel Settecento e la Chiesa di San Francesco, che ospita una magnifica scultura lignea del Cristo Crocefisso risalente al XV secolo.
Merita particolare attenzione, poi, Piazza Eleonora, dove si trova il monumento di marmo del 1881 dedicato ad Eleonora d’Arborea, che guidò Oristano e promulgò la Carta de Logu, considerata uno dei primi esempi di costituzione al mondo. E ancora, la Torre di Mariano II e il Museo Antiquarium Arborense. 
A pochi chilometri da Oristano, dirigendosi verso l’omonimo golfo, dopo Cabras e il suo interessante Museo civico troviamo la Chiesa S. Giovanni di Sinis, situata nell’omonimo borgo e risalente al IV secolo, e la splendida area archeologica di Tharros, un vero e proprio museo a cielo aperto ricco di testimonianze relative alla storia di questa cittadina, fondata dai Fenici nell’VIII secolo a.C. sui resti di un precedente villaggio nuragico. Tra gli edifici più interessanti, il tophet, un santuario proprio delle città punico-fenicie, le terme, le fondamenta del tempio e una parte dell'area con case e botteghe artigiane.
Poco lontano da Tharros c’è il paesino di San Salvatore, dove si trova, all’interno della chiesetta del Cristo Salvatore, l’ipogeo di San Salvatore, un santuario pagano di origine nuragica riferibile al culto delle acque. Da segnalare nella zona anche la magnifica spiaggia di Is Autas, formata in gran parte da piccoli granelli di quarzo, la spiaggia di Mari Ermi e le spettacolari falesie di Su Tingiosu. A 4,5 miglia dalla costa si trova poi l’Isola di Mal di Ventre, regno di conigli, testuggini e rettili: l’isola fa parte dell’Area naturale marina protetta Penisola del Sinis. 
Nella parte meridionale della provincia, a Sud di Oristano, si trovano altri due paesini degni di nota: Santa Giusta, dove si possono ammirare resti fenici e romani e la cattedrale in stile romanico del XII secolo, ed Arborea, con le sue palazzine liberty e neogotiche, che ospita, all’interno del palazzo comunale, la collezione civica archeologica con reperti punici, romani e altomedievali derivati da necropoli del territorio. 
Nella zona nord-orientale della provincia, invece, a circa 25 chilometri dal capoluogo, c’è da segnalare la cittadina di Fordongianus, celebre per i numerosi reperti storici e preistorici presenti sul suo territorio, tra cui quelli di età romana (resti dell’acquedotto, dell’anfiteatro, di un ponte e di edifici urbani) con le famose terme. Fuori dal paesino si trova la storica Chiesa di S. Lussorio, costruita nel XII secolo sopra un ipogeo paleocristiano dove secondo la tradizione sarebbe stato sepolto San Lussorio, qui martirizzato durante le persecuzioni dell’imperatore romano Diocleziano nel 304. 
Da ricordare anche, nel vicino comune di Ghilarza, la Casa Museo di Antonio Gramsci, dove il pensatore e uomo politico sardo abitò dal 1898 al 1908. E si trovano in questa zona anche due dei monumenti preistorici più importanti dell’isola: il complesso del Nuraghe Losa (losa significa “tomba” in sardo), e il Santuario nuragico di Santa Cristina con il celebre pozzo sacro. 
Da segnalare infine, nella zona nord occidentale della provincia, la deliziosa cittadina di Bosa, ricca di monumenti interessanti. Tra questi, il Castello di Serravalle, con all’interno la Chiesa di Nostra Signora de Regnos Altos, la Cattedrale dell’Immacolata Concezione, la Chiesa del Carmine e la Chiesa di San Pietro Extra Muros, poco distante dal centro abitato.  

Cosa Fare

Per gli amanti della natura, il Parco Naturale Regionale del Monte Arci offre paesaggi unici, ideali per escursioni a piedi (trekking), in bicicletta o a cavallo alla scoperta della ricca flora e fauna locale: si possono ammirare foreste di lecci e macchia mediterranea popolate da cinghiali, volpi, gatti selvatici, martore e donnole. Tra gli uccelli si trovano il colombaccio, le ghiandaie, l'upupa, le cornacchie, il falco pellegrino, lo sparviero, l'astore, il gheppio e il falco grillaio. L'area del Monte Arci è inoltre inserita nel perimetro del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna. 
La Provincia di Oristano possiede oltre 6000 ettari di stagni, luoghi ideali per gli appassionati di birdwatching, dove è possibile avvistare fenicotteri, aironi rossi, garzette, germani reali, polli sultani e tante altre rare specie di uccelli. 
L’Area naturale marina protetta Penisola del Sinis - Isola Mal di Ventre, invece, è l’ideale per fare immersioni o snorkeling, ma anche per la pescaturismo, un’attività che permette ai turisti di salire a bordo di pescherecci opportunamente attrezzati e di trasformarsi per un giorno in pescatori provetti.
Per chi invece ama la tradizione, la provincia di Oristano offre per tutto l’anno una serie di eventi e manifestazioni folkloristiche. La più celebre è la Sartiglia, una corsa di cavalli di origine medievale in programma a Oristano l’ultima domenica e il martedì di Carnevale. Nel paesino di San Salvatore si può invece assistere alla tradizionale Corsa degli scalzi, che il primo sabato di settembre vede centinaia di giovani, vestiti con un saio bianco e scalzi, portare di corsa una statua lignea di Gesù dal paesino di Cabras alla chiesetta del Cristo Salvatore. 
Nel borgo di Sedilo, invece, il 6 e 7 luglio di ogni anno si tiene l'Ardia, una sfrenata e temeraria corsa a cavallo che vuole rendere omaggio a Costantino I, l'Imperatore romano che nel 312 sconfisse Massenzio, usurpatore del trono imperiale a Roma, nella battaglia di Ponte Milvio. La prima domenica di settembre, infine, si tiene nel paesino di Marrubiu la sagra del miele, del formaggio, della salsiccia e del vino: un'occasione per conoscere ed apprezzare i prodotti tipici della zona.

Cosa Assaggiare

Nella cucina tipica della provincia di Oristano si ritrovano componenti marinare e contadine. Si va dal pesce di Cabras (orate, spigole, anguille), preparato in vari modi alla merca, muggine lessato in acqua salata e avvolto in foglie di acqua palustre. Richiestissima è anche la bottarga (uova di muggine salate, pressate ed essiccate), da gustare affettata e grattugiata sugli spaghetti. 
A Oristano si preparano i bocconi, murici lessati in acqua e sale e i malloreddus all'oristanese, gnocchetti di pasta di semola conditi con spinaci, bietole, uova e panna. Altri piatti tipici della città sono la gallina al mirto (gallina bollita con odori e rametti di mirto) e il su ghisau, uno stufato fatto con vari tipi di carni, mentre in tutta la provincia carni molto utilizzate sono l'agnello ed il porcellino di latte. 
Tra i dolci ricordiamo i mustazzolus, biscotti a base di mosto concentrato, farina di frumento, lievito e zucchero: hanno forma romboidale e sono ricoperti di glassa. E ancora, le zippole, lunghe frittelle di Carnevale, aromatizzate all'acquavite e diffuse in tutta l'Isola. Tra i vinisegnaliamo la Arborea, la Vernaccia di Oristano, vino famoso a livello internazionale, il Nuragus, il Vermentino, il Sangiovese, il Semidano, il Moscato e il Bovale.